Topografia

Una carta topografica è una rappresentazione grafica bidimensionale di una parte della superficie terrestre su un piano.
La rappresentazione viene fatta come se il terreno fosse visto dall’alto, riducendolo in modo adeguato rispetto alla realtà.
La riduzione non è effettuata a caso, ma secondo determinati valori. Il valore della riduzione viene espresso dalla scala della carta.

La scala:

La scala è La proporzione fra le reali dimensioni del terreno e la sua rappresentazione grafica, viene indicata con una frazione a numeratore 1 e denominatore variabile 1:X e sta a significare che 1 centimetro sulla carta corrisponde a X metri delle reali dimensione del luogo rappresentato.
In base alla scala suddividiamo le tipologie di carte in

  1. Geografiche (scale > 1:1.000.000)
  2. Corografiche (scale > 1:100.000)
  3. Topografiche (scale comprese tra 1:10.000 e 1:100.000)
  4. Mappe (scale < 1:10.000)

Le carte che normalmente si usano in montagna sono le Topografiche con scale di 1:25.000 e 1:50.000
La cartografia si serve di segni che devono essere interpretati correttamente. Si tratta di segni convenzionali, scelti in modo che la rappresentazione grafica sia il più possibile corrispondente alla realtà.
Esistono degli standard di riferimento per la simbologia, ma ne esistono talmente tanti che non sono più tanto standard, in italia l’Istituto Geografico Militare, in collaborazione con altri enti cartografici, ha provveduto alla stesura di manuali relativi ai segni convenzionali e norme sul loro uso, ma il mio consiglio è sempre di verificarle sulla legenda della carta utilizzata.

La curva di livello:

I rilievi in genere sono rappresentati con l’utilizzo di sfumature e tratteggi colorati ma soprattutto con le curve di livello o isoipse.
Nella rappresentazione a Sfumo i rilievi sono evidenziati con delle ombreggiature. Queste sono realizzate ipotizzando che il sole sia a nord ovest e disegnando le ombre sui versanti in ombra.

La curva di livello è quella curva che unisce punti con uguale quota, la quota 0 è definita al livello del mare, pertanto le curve di livello se sono sopra il livello del mare si chiameranno isoipse (dal greco ísos = “uguale” e hýpsos = “altezza”) mentre al contrario isobate (dal greco ísos = “uguale” e báthos = “profondità”).

Nelle carte vengono riportati tre tipi di curve di livello sempre equidistanti (inteso come valore di quota) tra loro del valore indicato sulla carta:

  1. Direttrici: Normalmente più marcate e riportano l’indicazione della quota
  2. Intermedie: Normalmente meno marcate e non riportano l’indicazione di quota
  3. Ausiliare: Normalmente tratteggiate e non riportano l’indicazione di quota

L’equidistanza fra curve di livello è da intendersi non come la distanza in piano ma la differenza di quota fra due isoipse contigue: indica quindi il dislivello tra curva e curva  (non la loro distanza).
La distanza tra due curve di livello successive è pari ad un millesimo del denominatore della carta (salvo diversamente indicato in legenda).
Quindi se la carta è in scala 1:25.000, l’equidistanza è pari a 25 metri (quota)
Nelle carte topografiche dell’Istituto Geografico Militare (I.G.M.) con scala 1:25.000 normalmente utilizzate in escursionismo, le isoipse direttrici vengono disegnate ogni 100 metri di quota, le intermedie ogni 25 metri e le ausiliare (se presenti) ogni 5 metri

Il dislivello fra un’isoipsa e la successiva è costante. Per questo motivo, più sono vicine fra loro e maggiore è la pendenza del posto.

Nelle carte, oltre alle curve di livello, sono riportati molti punti di quota. Indicano le quote di punti evidenti sul terreno come cime di monti, valichi, case, ponti, laghi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutte le carte sono oramai orientate a Nord, ovvero presentano il Nord geografico nel bordo superiore della carta, diversamente sulla carta sarà indicato l’orientamento.
Naturalmente dovreste sapere che le carte si riferiscono al nord geografico, mentre la bussola segna il nord magnetico, questa differenza si chiama “declinazione Magnetica”. Tale misura è indicata sulla carta, ma, per quanto riguarda le nostre zone, il valore si attesta intorno ai 2°, pertanto consideriamo questo valore trascurabile.
Sulla stessa sarà riportata anche la scala sia grafica sia numerica.

 

Leggere una carta

Misurare una distanza

La prima cosa che ci apprestiamo a fare su una carta geografica è misurare una distanza, pertanto utilizzando uno strumento di misura prendiamo la distanza in cm e la moltiplichiamo per la scala. Questa è la distanza in linea d’aria, ovvero sul piano. La distanza effettiva è leggermente maggiore e si calcola con il teorema di Pitagora, usando come secondo cateto del triangolo rettangolo, la quota, certo questa distanza non è ugualmente accurata, poiché non tiene conto delle curve che fa il sentiero, ma, su grandi dislivelli, ci da una stima migliore.

Leggere le curve di livello

 

ALTURA ISOLATA: risulta rappresentata da una serie di curve chiuse concentriche, disposte tanto più regolarmente quanto più l’altezza si avvicina alla forma regolare del cono e con quote proporzionali crescenti verso il centro.
DEPRESSIONE: sarà ugualmente rappresentata da curve concentriche, ma con quote progressivamente decrescenti dall’esterno verso l’interno.

 

 

 

 

COLLE O PASSO: coincide con la depressione che raccorda due alture. Come vedete, le alture sono rappresentate con una serie di curve chiuse, tanto più numerose quanto maggiore è la loro altitudine.